VEDERE IL VENTO, messaggio ai naviganti

E’ dal 2009 che cerco il vento. Lo cerco nella sua dimensione fisica, filosofica, ambientale, meteorologica e artistica. Insomma, da parecchio tempo giro intorno a qualcosa che, per sua natura, non si lascia prendere. Il vento non possiede una forma propria. Non può essere disegnato, fotografato o afferrato. Eppure modifica continuamente il mondo, lo muove, lo agita. Lo riconosciamo attraverso ciò che mette in movimento. È energia. Dove manca il vento, manca il moto, la vita.

Cercare il vento significa allora cercare la forza che muove le cose. È questa, in fondo, la mia utopia ed è attorno a questa idea che è nata la residenza Vedere il vento — Esercizi sull’invisibile.
È stato un esperimento per tutti noi. Una deviazione dalla quotidianità, una deriva cercata. Imprescindibile era abitare una barca a vela, la nostra casa a vento. Alfred Nobel ci ha accolti e portati dentro il vento sotto la guida di Tullio.

Abbiamo navigato attorno a Venezia e anche questo ha prodotto un piccolo spostamento. Venezia è una città di mare, cosa talmente evidente che quasi ce ne siamo dimenticati. L’abbiamo camminata tutti, navigata molti meno. Vista dall’acqua cambia il punto di osservazione e, inevitabilmente, cambia anche la città. È stata una settimana di esperienze: la Biennale, gli esercizi sull’invisibile, i disegni, le psicogeografie, le fotografie, i video, la rincorsa alle ombre. Ma soprattutto ricordo i discorsi dopo cena nel pozzetto, quando raccontavamo suggestioni, storie, opere e letture.

Non so se siamo tornati arricchiti, ma so che le deviazioni, gli isolamenti, i silenzi e le suggestioni funzionano come lieviti del pensiero. Forse siamo tornati più ampi. E allora, cara ciurma, ho provato a farmi vento anch’io: vi ho osservati e vi ho messi nella scala Beaufort, in una dichiaratamente fallimentare catalogazione dei vostri profili.
Francesca è un Meltemi, forza 5 — vento teso: perspicace, interrogante, misurata, elegante, eccentrica, contrappuntistica. Cielo limpido, mare inquieto.
Ambra Vitali è uno Zefiro, forza 3 — brezza tesa: silenziosa, sinuosa, contemplativa, enigmatica, sensibile, risoluta. Passa lieve, ma quando prende parola cambia la direzione delle cose.
Ambra Campagna è Bora, forza 7 — vento forte: impetuosa, risoluta, incontenibile, solare, istintiva, sensibile. Arriva prima della sua voce. Scompiglia tutto, ma tra una raffica e l’altra lascia affiorare una sorprendente delicatezza.
Celestino è Favonio, forza 3 — brezza tesa: dolce, generoso, disponibile, curioso, delicato, affidabile, mutevole. Attraversa la montagna senza perdere la dolcezza. È nella relazione che scopre una forma nuova.
Tullio è Maestrale, forza 4 — brezza vivace: mite, autorevole, accogliente, esperto, generoso, curioso, rassicurante. Conosce il mare e non ha bisogno di alzare la voce. Tiene la rotta lasciando agli altri lo spazio per trovare la propria.

Il laboratorio nasceva da un presupposto semplice: imparare a leggere ciò che è mosso dal vento, divertendoci, lievi ma seri. Il paesaggio non è soltanto ciò che vediamo, ma l’insieme delle relazioni invisibili che tengono insieme un luogo: il clima, le correnti, i suoni, le memorie, le persone, le loro azioni e i pensieri attraversati da un moto. Il nostro stesso sentire, allora, diventa uno strumento di osservazione: il corpo è parte del paesaggio e, allo stesso tempo, il luogo attraverso cui possiamo percepirlo.

Disegnare non significa necessariamente riprodurre ciò che abbiamo davanti, ma costruire il tempo necessario perché qualcosa possa apparire, accadere, emergere. Una residenza artistica come questa, allora, non produce semplicemente opere. Crea condizioni: perché lo sguardo cambi, il tempo rallenti e qualcosa che normalmente sfugge possa manifestarsi. Il vento, in questo senso, non è il tema. È un metodo.

Grazie per quello che avete lasciato affiorare, per quello che avete tenuto in profondità e per la fiducia con cui, per qualche giorno, ci avete permesso di navigarvi accanto.

E ora io e Tullio aspettiamo settembre. Rotta verso Trieste, in attesa di nuovi venti…

Francesco