AVENJRE 2026. Un anno per tracciare nuove rotte

Dalla preparazione di Alfred Nobel alle navigazioni tra Venezia, Pola e il Quarnaro: un anno di mare, formazione, arte e incontri.

Ogni viaggio comincia prima di mollare gli ormeggi. Comincia con un’idea, con il desiderio di esplorare, con il lavoro necessario per rendere possibile una partenza. A volte comincia anche da una barca da sistemare, da strumenti da controllare e da una rotta ancora tutta da immaginare.

Per AVENJRE, il 2026 è stato un anno di questo tipo: un anno in cui le idee hanno preso forma attraverso il lavoro, la navigazione, la formazione e l’incontro con persone e luoghi. Un percorso che ha dato sostanza al progetto dell’associazione, mettendo alla prova la sua visione e aprendo nuove possibilità per il futuro.

Preparare la barca, prepararsi a partire

La stagione è iniziata con il lavoro su Alfred Nobel, il nostro Feeling 446. Prima di navigare, è stato necessario occuparsi della barca, affrontare gli interventi di sistemazione e preparare tutto ciò che serve per affrontare il mare con consapevolezza e responsabilità.

È un lavoro che spesso rimane dietro le quinte, ma che appartiene profondamente alla cultura della navigazione. Una barca non è soltanto un mezzo per raggiungere una destinazione: è uno spazio da conoscere, mantenere e condividere. Prendersene cura significa creare le condizioni per accogliere gli equipaggi, affrontare le difficoltà e vivere il mare in sicurezza.

Apprendere la navigazione in autonomia per essere liberi

A giugno, in collaborazione con YCBG Alfred Nobel è tornato a essere un luogo di formazione e crescita con il corso di autonomia. Un’esperienza pensata per aiutare i partecipanti a sviluppare maggiore sicurezza nella gestione della barca, acquisire consapevolezza nelle decisioni e affrontare la navigazione con crescente indipendenza.

Andare per mare significa imparare a leggere le condizioni, organizzare le manovre, collaborare con l’equipaggio e assumersi la responsabilità delle proprie scelte.

L’autonomia non è soltanto una competenza tecnica: è un percorso che si costruisce attraverso la pratica, l’esperienza condivisa e la fiducia.

Con questo corso, YCBG ha proseguito il proprio impegno nella formazione nautica, facendo della navigazione un’occasione di apprendimento, confronto e crescita personale.

Imparare a navigare, imparare a condividere

La formazione è stata uno dei fili conduttori del 2026. Con il corso di navigazione costiera, organizzato dallo YCBG, abbiamo lavorato sulle competenze necessarie per affrontare una navigazione con maggiore autonomia: pianificare una rotta, interpretare le condizioni meteo, conoscere le procedure e prendere decisioni consapevoli.

Navigare significa imparare a leggere il mare, ma anche riconoscere i propri limiti, valutare le alternative e assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Sono competenze tecniche che diventano, allo stesso tempo, strumenti di crescita personale.

l percorso è proseguito grazie alla collaborazione con YCBG con un nuovo corso di navigazione, sempre per YCBG confermando la volontà di mantenere la formazione al centro delle attività dell’associazione.

A questa esperienza si è aggiunto il corso per istruttori UISP, per lo Yacht Club Bergamo, un passaggio importante per chi sceglie di trasformare la propria esperienza in una risorsa per gli altri. Formare nuovi istruttori significa contribuire alla diffusione della cultura nautica, condividere conoscenze e rafforzare una comunità capace di trasmettere competenze e responsabilità.

La conoscenza del mare cresce quando viene condivisa. Per questo la formazione non è soltanto una delle attività di AVENJRE: è parte del modo in cui intendiamo vivere la navigazione.

Un mare accessibile: l’esperienza di Porto Piccolo Con UISP

Tra le esperienze dell’anno, la partecipazione a Porto Piccolo a un corso dedicato alla disabilità ha rappresentato un’occasione significativa di confronto.

l mare è un ambiente che richiede attenzione, collaborazione e capacità di adattamento.

Avvicinare alla navigazione persone con esigenze differenti significa interrogarsi sulle barriere, sulle possibilità e sulle condizioni che rendono un’esperienza realmente accessibile.

Non si tratta soltanto di adattare le attività, ma di riconoscere che il mare può diventare uno spazio di autonomia, relazione e scoperta per tutti.

Venezia: quando la navigazione incontra l’arte

Nel corso dell’anno, il progetto culturale di AVENJRE ha trovato una delle sue espressioni più significative nella residenza d’artista a Venezia.

La barca si è trasformata in uno spazio di osservazione e ricerca, un luogo da cui attraversare il paesaggio. Venezia è un territorio in cui la navigazione non è soltanto un modo per spostarsi. È una chiave per comprendere il luogo, le sue trasformazioni e la relazione profonda che lega la città alla laguna.

La residenza ha permesso di visitare la Biennale e avvicinare la pratica artistica all’esperienza concreta del viaggio. Il tempo lento della navigazione, l’osservazione del paesaggio e la vita condivisa a bordo sono diventati parte di un processo di ricerca nel quale l’esperienza non è separata dalla creazione.

È questa una delle direzioni che AVENJRE vuole continuare a esplorare: fare della barca un luogo aperto alla ricerca artistica, dove il mare non sia soltanto uno sfondo, ma una presenza capace di generare domande, intuizioni e nuovi linguaggi.

Trieste — Una residenza tra mare e città

A Trieste, la navigazione è diventata parte di una ricerca artistica e culturale. Durante la residenza, abbiamo esplorato il rapporto tra il mare e la città, lasciandoci guidare dal vento, dai silenzi e dalle atmosfere di un luogo in cui la dimensione marittima è parte profonda dell’identità.

Trieste, città della bora, ci ha offerto l’occasione di osservare il paesaggio da una prospettiva diversa: quella di chi arriva dal mare, si ferma, ascolta e cerca di comprendere il territorio attraverso il movimento e l’esperienza diretta.

La barca si è trasformata in uno spazio di osservazione e ricerca, un luogo da cui guardare la città e interrogarsi sul significato dell’attraversare. Non soltanto uno spostamento da un punto all’altro, ma un modo per entrare in relazione con i luoghi, raccogliere suggestioni e trasformare ciò che si vive in nuove domande.

La residenza di Trieste ha rappresentato così un momento significativo del percorso di AVENJRE, nel quale navigazione, arte e ricerca si sono incontrate, confermando il mare come spazio di esplorazione e conoscenza.

Dalla laguna a Pola: attraversare territori e confini

Terminata l’esperienza veneziana, abbiamo deciso di navigare a est verso le coste istriana, fino a Pola.

Il passaggio dalla laguna all’Adriatico aperto ha restituito alla barca una dimensione diversa: quella dell’attraversamento, della pianificazione e della relazione con un territorio più ampio.

Navigare lungo queste coste significa anche riscoprire il mare come elemento che unisce. Ogni approdo diventa un’occasione per osservare, conoscere e comprendere un territorio, andando oltre la semplice visita turistica.

Per AVENJRE, queste navigazioni rappresentano un modo concreto di mettere in relazione il viaggio fisico con quello culturale: attraversare luoghi per imparare a leggerli, lasciando spazio all’incontro e alla scoperta.

Il Quarnaro: tre equipaggi, un’esperienza condivisa

Ad agosto, la navigazione è proseguita nel Quarnaro, con tyre equipaggi che hanno condiviso il tempo del mare e la scoperta delle isole

La rotta è fatta di decisioni, condizioni meteorologiche da valutare, manovre e approdi. Ma è fatta anche di momenti di quiete, paesaggi, conversazioni e piccoli gesti quotidiani che acquistano un significato diverso quando vengono condivisi.

Con tre equipaggi, il Quarnaro è diventato anche un’occasione per mettere in pratica ciò che AVENJRE intende promuovere: una navigazione vissuta come esperienza di relazione, apprendimento e scoperta.

Il successivo rientro verso Aprilia Marittima ha completato questo tratto della stagione, riportando Alfred Nobel alla sua base dopo settimane di navigazione e nuove esperienze.

La rotta continua: preparare una navigazione d’altura

Con l’autunno, il lavoro non si è fermato. Un nuovo corso di navigazione ha accompagnato il percorso formativo, mentre la preparazione di una navigazione d’altura è diventata uno degli obiettivi conclusivi della stagione.

L’altura richiede un approccio diverso: pianificazione accurata, valutazione delle condizioni, gestione delle risorse di bordo, organizzazione degli equipaggi e capacità di affrontare tempi e spazi più ampi.

È un’esperienza che mette in relazione competenze tecniche, autonomia e responsabilità. Non basta conoscere le manovre: occorre saper lavorare insieme, comprendere le condizioni in cui ci si trova e prendere decisioni anche quando il mare impone di modificare i programmi.

La preparazione di questa navigazione rappresenta quindi una prosecuzione naturale del percorso iniziato in primavera. È un nuovo obiettivo verso cui orientare le competenze acquisite e un’occasione per continuare a crescere come equipaggi.

È un’esperienza che mette in relazione competenze tecniche, autonomia e responsabilità. Non basta conoscere le manovre: occorre saper lavorare insieme, comprendere le condizioni in cui ci si trova e prendere decisioni anche quando il mare impone di modificare i programmi.

La preparazione di questa navigazione rappresenta quindi una prosecuzione naturale del percorso iniziato in primavera. È un nuovo obiettivo verso cui orientare le competenze acquisite e un’occasione per continuare a crescere come equipaggi.


Un’associazione che cresce attraverso le esperienze

Guardando al 2026, emerge un percorso che tiene insieme dimensioni differenti.

C’è il lavoro concreto sulla barca, senza il quale nessuna partenza sarebbe possibile. C’è la formazione, che permette di acquisire competenze e trasmetterle. Ci sono le navigazioni, nelle quali si impara a conoscere il mare e a condividere le responsabilità. E c’è la ricerca culturale, che apre la navigazione a nuove domande e nuovi linguaggi.

Sono esperienze diverse, ma non separate. Tutte contribuiscono a definire l’identità di AVENJRE: un’associazione che riconosce nella navigazione una possibilità di esplorazione, nella cultura un modo per interpretare il mondo e nella condivisione una condizione essenziale per costruire qualcosa insieme.

Non vogliamo limitarci a organizzare partenze o raggiungere nuove destinazioni. Vogliamo creare occasioni nelle quali il mare diventi uno spazio di conoscenza, l’imbarcazione un luogo di incontro e il viaggio un’esperienza capace di lasciare qualcosa anche dopo il rientro.

Il viaggio continua

Il 2026 ci ha permesso di consolidare esperienze, sviluppare competenze e sperimentare nuove forme di incontro tra navigazione e cultura. Ci ha ricordato che ogni progetto prende forma attraverso il contributo delle persone che scelgono di parteciparvi.

Il prossimo anno porterà nuove rotte, nuove collaborazioni e nuove occasioni di ricerca. Continueremo a lavorare sulla formazione, a esplorare territori e a sviluppare progetti culturali capaci di mettere in relazione il mare con l’arte, la fotografia e la conoscenza.

Perché ogni navigazione termina con un approdo, ma ciò che abbiamo imparato durante il viaggio continua a muoversi con noi.